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Siciliani all’estero: storie di musica, arte e nostalgia

Siciliani all’estero: storie di musica, arte e nostalgia

emigrati siciliani

Sbarcavano ad Ellis Island nel lontano Ottocento gli emigrati siciliani, coloro che per primi hanno sentito il morso struggente del distacco dalla propria Terra. Nonostante sia trascorso più di un secolo, questa sensazione rimane attuale ed è ancora condivisa da milioni di nostri conterranei. Il dolore, la paura, la speranza, i sogni di alcune di queste persone hanno dato vita ad un patrimonio artistico di notevole spessore. Insomma, quando partiamo, la nostra Terra ce la portiamo ovunque e la dimostrazione di ciò è rintracciabile in diversi contesti e in differenti periodi storici, diversi tra loro ma con un’unica costante: l’amore per la Sicilia.

 

Gli “artisti dimenticati”

Chi poteva immaginare che  tra i quattro milioni di italiani emigrati negli Stati Uniti fra Ottocento e Novecento, si nascondessero dei musicisti sopraffini. Mandolinisti, cantanti, pianisti che facevano gola alle nascenti case discografiche di New York e del New Jersey, come la Columbia e la Victor, e che fino agli anniemigrati siciliani Trenta incisero  7.500 dischi. Musica che rappresenta la prima forma registrata della nostra nazionale musica popolare. Ricordiamoci che si trattava di un periodo nel quale, sul mercato musicale, era presentesoltanto musica sinfonica  da aristocratici. Non vi era traccia dell’attuale musica pop.  Precisando ciò, è facile comprendere il valore inestimabile di questo patrimonio artistico. L’interesse dei critici nei confronti di queste forme d’arte dimenticate si è risvegliato di recente. Esso ha preso forma attraverso l’indagine  sulle voci più antiche, conducendo ad una ricostruzione  della carriera letteraria, cinematografica o teatrale dei siciliani nel Nuovo Mondo.

 

I Siciliani nel Nuovo Mondo

Questo pezzo di storia dimenticato ha davvero avuto un ruolo fondamentale per la diffusione dell’arte siciliana all’estero. Le indagini  hanno evidenziato come la figura del siciliano nel Nuovo Mondo sia diventato un vero e proprio topos del cinema e della letteratura americana grazie ai nostri antenati emigrati. Esse inoltre hanno mostrato come la figura del siciliano sia anche divenuta un elemento portante delle culture d’oltreoceano. Insomma, gli americani si innamorano del nostro modo di fare arte. Soprattutto in ambito musicale, piacevoli sono state le scoperte. Un esempio è   la straordinaria vicenda di Rosario Catalano (direttore e mandolinista) e del suo quartetto nell’America degli Anni Venti”. Il gruppo musicale,  i Quattro Siciliani. Questi coraggiosi immigrati lasciarono la Sicilia per cercare fortuna in America e ben presto diventarono una delle formazioni più apprezzate nel panorama discografico italo-americano degli anni Venti.  Ma non finisce qui: un’altra siciliana, Rosina Gioiosa Trubia è l’unica donna autrice ed esecutrice di quel periodo. Aveva una voce scura e possente, davvero meravigliosa. Di lei c’è rimasto solo il brano Sta terra nun fa pi mia (Questa terra non fa per me), inciso nel 1928: in quel repertorio vocale non c’è canzone che esprima più intensamente la nostalgia per la Sicilia.

 

La nostalgia di quegli anni

Le opere realizzate da emigrati siciliani sono molteplici e superano i confini degli Stati Uniti. Parliamo, per esempio, di un romanzo che descrive giorno dopo giorno un anno di un laureato siciliano emigrato a Padova. Questo è un chiaro esempio di come la nostalgia sia un sentimento chiave che ha accompagnato, accompagna e sempre accompagnerà l’emigrato siciliano in giro per il mondo. Andrea Camilleri ritrae il perfetto migrante: una figura che ha perso tutto, persino la sua identità, pur avendo avuto una vita di successo, e alla fine si uccide nell’isola per ridare senso alla propria esistenza. Queste sensazioni, queste emozioni sono oggi più vive che mai. Ogni giorno ci confrontiamo con qualcuno che questo morso struggente della nostalgia  lo avverte spesso, perchè costretto ad abbandonare la propria Terra. Ma, ripercorrendo la storia dell’emigrazione siciliana, qualcosa ci è di conforto: l’arte e l’essenza siciliana non si disperde, ma è presente ovunque si trovi un siciliano pronto a far innamorare qualcuno della nostra Terra.

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